Alex Liverani

Ascot – Campagne del Berkshire | Giugno 2015

Un’ improbabile giacca color aragosta, una camicia bianca sgualcita e un papillon nero da cerimonia impreziosito da una luccicante perla di plastica. Ad attendermi, il “Ladies Day”, la giornata clou del Royal Ascot, la corsa di cavalli più gettonata d’Europa.

Un’adunata nel nome del kitsch dalle proporzioni bibliche caratterizza l’atmosfera nel Silver Ring, l’anello d’argento. Questo, che a dirla tutta non è né un anello né tanto meno d’argento, è al contrario un fazzoletto di terra che costeggia la parte iniziale del rettilineo conclusivo dell’ippodromo. Si tratta dell’area meno prestigiosa e più popolare da dove poter assistere all’evento. Questo lembo di prato destinato ai più, non solo è il luogo in cui il popolo inglese ha il privilegio di ammirare per primo il transito della regina durante il corteo reale accompagnandolo al suono dell’assordante coro “Go, Queeny”, ma anche il punto migliore da cui udire in anteprima il tuono degli zoccoli dei cavalli arrivare nel rettilineo finale. In pochi riusciranno a capire quale sarà il cavallo che taglierà per primo la linea di traguardo, troppo lontana, ma questo poco importa; la corsa equestre in fondo è puramente un aspetto marginale. Il vero spettacolo è poter osservare le mise improbabili e i gesti scomposti di questa pazza e colorata folla, perdendosi tra il mix pungente dei freschi profumi femminili, il nauseante odore di alette di pollo, la ridondante fragranza di fish and chips e l’asfissiante tanfo di escrementi equini.

Quello che può sembrare uno sfarzoso ed enorme ricevimento di nozze o un improbabile e fintamente elegante pic nic, diventa un evento più interessante però quando i litri di birra e pimm’s iniziano a fare il loro effetto.

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